15 ottobre 2016

Il design è morto, Viva il design (autoprodotto)

Attraversiamo un periodo di forti cambiamenti, qualcuno lo chiama ancora 'periodo di crisi', ma quasi tutti abbiamo ormai capito che il termine crisi è solo un bluff dietro cui si nascondeva (e si nasconde) ben altro… ma non è di questo che parliamo, almeno non per polemica.

La buona notizia è che qui nasce il design autoprodotto: le grandi aziende e i grandi brand del design si dedicano ormai solo al trito e ritrito marketing dei propri tristi prodotti e non adottano più nuove idee perché non investono più su sconosciuti talenti, perdendo così profitti e terreno commerciale.

L'oceano web permette di far navigare idee, condividere la fantasia, e il design non è più appannaggio dei soliti pochi nomi universalmente noti... Nasce il design autorodotto, condiviso, social, politicamente corretto e democratico….. Artisti e designer talentuosi si fanno spazio registrando da soli i modelli dei loro oggetti e realizzandoli in proprio o grazie all'impegno di piccole imprese artigianali.


mensola buk
E così nel mondo dell’arte il design diventa autoprodotto e riempie i negozi rubando spazi commerciali ai grandi brand, l’arte diventa street art e inonda le nostre strade, tanto che ormai anche la cultura ufficiale dell'establishment non può fare a meno di celebrare artisti come Banksy e ne espone le opere nei musei più illustri, cercando, come da sempre succede, di accaparrarsi il merito della scoperta e il controllo remoto sulle idee…


scalinata a Trastevere (Roma)
Ma ormai il mondo è cambiato, gli artisti del design, finalmente liberi, trovano spazio in piccoli negozi e botteghe che rifiutano i grandi brand, l’arte si trova sui muri e sulle scalinate delle città da dove non si può staccare e nascondere in una galleria privata…


Io conosco la realtà di Roma, dove tra mille difficoltà nascono negozietti meravigliosi, piccoli antri pieni di mobili e oggetti d’arte, autoprodotti da sconosciuti artisti e designer ai quali le grandi aziende non sono in grado, vuoi per mancanza di coraggio, vuoi per incapacità economica e culturale, di dare spazio.

Tra questi segnalo Dettagli, a Via dei Banchi Vecchi 39, dove tra oggetti di arredo e accessori, due artisti, MartaKa e Donato Palmentieri, hanno dato vita ad un laboratorio in cui creano le loro opere recuperando materiali ed oggetti e facendo attività di restyling di vecchi mobili. Qui si trovano anche alcuni miei lavori, come la mensola “buk”, 

genesi della mensola buk

e i cestini da carta smontabili “cestinik”.

cestinik


Chiudo con una delle tante bellissime frasi di Steve Jobs: “Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero."

20 giugno 2016

5 libri di architettura da non perdere (e non solo per architetti)

Ognuno di noi ha dei propri capisaldi formativi, riguardo la propria vita e la propria professione. Questi che presento di seguito sono i testi che, tra i molti che ho letto, amo di più e ritengo non possano mancare nella biblioteca di un architetto, ma anche di qualunque persona ami l’arte o voglia semplicemente capire cosa c’è dietro il lavoro e il pensiero di grandi maestri.

Daniel Libeskind - Breaking ground. Un'avventura tra architettura e vita
Su Libeskind e sulla mia ammirazione per lui ho già scritto qui, ne ho riportato alcune frasi qui, e ho messo le foto del suo ampliamento del museo ebraico di Berlino qui.

In questo libro, una sorta di bellissima autobiografia di un periodo importante della sua vita, racconta la sua storia e la storia di alcuni dei suoi progetti più importanti: dal World Trade Center all’ampliamento del Museo Ebraico di Berlino.

"Come nascono i miei progetti? E' una domanda che mi fanno spesso e non so mai esattamente come rispondere perché il mio approccio è tutt’altro che ortodosso, io per primo non capisco sempre come funziona."

Ho deciso anche di condividere la bellissima intervista fatta da Vittorio Magnago Lampugnani pubblicata su Domus numero 731 di Ottobre 1991. Potete scaricarla da qui. Trovate anche la traduzione in inglese originale qui.

Link al libro su Amazon

30 gennaio 2016

Come risolvere un ingresso anonimo

Nella ristrutturazione di un villino a Roma una delle problematiche affrontate è stata quella di un ingresso sul lato lungo dell’abitazione che non viene evidenziato in alcun modo, rimanendo anonimo in mezzo alle altre aperture, privo inoltre di qualsiasi tipo di protezione dalle intemperie.

3 gennaio 2016

Ristrutturazione di una mansarda a Trastevere

Mansarda a Trastevere

Ho ristrutturato di recente una mansarda a Trastevere. E' stato un progetto divertente, come non se ne fanno spesso. Primo perché i Committenti sono carissimi amici di lunga data (con lui abbiamo fatto le scuole insieme, elementari medie e liceo); secondo perché realizzare "spazi totali", cioè spazi polivalenti, utilizzati in più modalità (vedi quest'altro mio post), è una cosa che mi affascina sempre; infine per guadagnare spazio abbiamo realizzato un paio di idee piuttosto originali.