10 febbraio 2012

Le scarpe di Adolf Loos e gli stucchi nelle nostre case

Adolf Loos è un architetto austriaco dei primi del '900, considerato, a ragione, uno dei padri dell'architettura moderna. Un suo testo, bellissimo, "Parole nel vuoto" è uno dei libri di architettura più belli che conosco. Chi vuole sapere e "sentire" le origini del movimento moderno, nei suoi valori più che mai attuali, non può mancare di leggerlo. Uno dei capitoli più belli è un articolo riportato verso la fine del libro: "L'ornamento è delitto".
Ma veniamo a noi.
Questo breve preambolo per spiegare dove affondano le radici della riflessione che segue, derivata dal fatto che un giorno in un cantiere di interni il cliente, un'amica aperta alla modernità come purtroppo non sempre accade, ha acconsentito a rimuovere, senza più rimetterli, i vecchi stucchi tra parete e soffitto, presenti in tante case, soprattutto a Roma.



A cosa servono gli stucchi (intesi, impropriamente, come cornici e non come materiale per uniformare le superfici)? A nascondere l'attaccatura (proteggere / risolvere il conflitto) tra parete e soffitto. Una sorta di ornamento di altri tempi... Da questo deduco che se una persona ama gli stucchi una possibile lettura psicologica è che ha bisogno di nascondere qualcosa dentro se stessa. E a se stessa. Perché non ha senso coprire l'attaccatura tra soffitto e pareti. E gli stucchi sono una inutile sovrastruttura ornamentale (che brutto termine!).
Ma non tutto è ornamento. Se abbiamo freddo possiamo metterci un bel foulard o possiamo annodarci i pantaloni della tuta intorno al collo: il risultato è lo stesso (ci tiene caldo). Ma non sarebbe la stessa cosa... mettere una sciarpa o un foulard invece dei pantaloni annodati ha un senso, e nello scegliere il nostro "complemento" è corretto applicare il proprio gusto estetico, anche per trasmettere agli altri qualcosa di noi. Non nasce come un inutile orpello.


La modernità è pulizia, linearità, essenzialità, leggerezza, è sincerità, assenza di ornamento, assenza di sovrastruttura. Nella fotografia il bianco e nero rappresenta la verità, l'essenziale, la luce e l'ombra, l'anima di tutto. I colori ci distraggono. Si lo so: questo è estremismo...
 
Rimanere legati all'ornamento è anche una questione di debolezza psicologica: quella su cui si basa la pubblicità che ci mostra il famoso attore con gli occhiali da sole che vogliono convincerci (e troppo spesso ci riescono) a comprare. La modernità è fondata sulla verità, il marketing sulla menzogna, o meglio su una visione della realtà falsata. Quelle bellissime auto riprese mentre corrono nel deserto... e invece ci ritroviamo con calessi puzzolenti in mezzo al traffico che ci trasmettono il tumore e ancora camminano a petrolio per arricchire i soliti noti invece di sfruttare una capacità tecnologica che ci permetterebbe di farle andare con l'energia del nulla (guardatevi questo video...). Ma questo è un altro discorso...


Tutti i fronzoli, gli ornamenti, che senso hanno? altro non sono che una inutile sovrastruttura, a mo' di maschera per coprire la verità. Liberiamoci!


Adolf Loos racconta splendidamente una storia del suo calzolaio e ci insegna cos'è la modernità. E nel suo meraviglioso articolo "Ornamento e delitto" (del 1908!), riportato nel libro "Parole nel vuoto", scrive:
"...l'ornamento non soltanto è opera di delinquenti, ma è esso stesso un delitto, in quanto reca un grave danno al benessere dell'uomo, al patrimonio nazionale e quindi al suo sviluppo culturale."
E infine:


"L'assenza di ornamento è una prova di forza spirituale."


Adolf Loos (1870 - 1933)

2 commenti:

  1. Ma allora perché mette la cravatta.

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  2. Enrico Maria Davoli8 gennaio 2013 16:39

    Equiparare il decoro - che è implicito nell'idea di decorare, di ornare - all'ipocrisia è semplicemente demenziale. Si vada a rileggere tutto "Ornamento e delitto" (www.faredecorazione.it) e si vedrà che, un secolo dopo, chi sragionava era Loos.

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