4 maggio 2012

Sui costi della sicurezza

Sui costi della sicurezza si è detto e si dice di tutto e di più. C'è però un'ipocrisia di fondo infinita. Si condannano imprenditori per la gestione della sicurezza, si girano "scoop" nei cantieri; i politici, locali e nazionali, si riempiono come sempre la bocca di belle e inutili parole, senza sapere nemmeno di cosa stanno parlando. Tutti bravi! E belli. Ma nessuno che vada a fondo. Sull'argomento si discute, anzi si parla, come quando si fa gossip, con la superficialità tipica di chi non è interessato veramente alla questione, nè a trovare qualche soluzione.


Voglio dire come stanno le cose.

E' una semplice, banale (ma nessuno lo dice) questione di soldi! 

immagine tratta dal sito Punto Sicuro
Chiunque abbia lavorato in cantieri, forse non delle società più blasonate, ma di quelle che rappresentano almeno il 70% della forza lavoro in Italia (le piccole e medie imprese, quelle che tra qualche anno non esisteranno più grazie ai nostri governi...) sa di cosa parlo: appalti vinti con il 35-40% di ribasso, dove si subappaltano (in modo mascherato, dato che la legge lo vieta ma poi nessuno, anche qui, va a fondo della questione nel vigilare) con un ulteriore 10-15% di ribasso. Come fanno le imprese a lavorare compresse nel loro 50% (e anche di meno) del valore scritto nei prezziari che su alcune lavorazioni sono anche "risicati"?

Perché si permette che vengano appaltate opere a cifre ridicole pretendendo poi che si lavori "in sicurezza"? Perché il legislatore scrive, legifera, e poi se ne lava le mani? Ci vuole poco a capire che è inutile impedire il ribasso sull'importo della sicurezza quando poi si permette di ribassare fino al 50% (reale) il resto dei prezzi.

E' sufficiente bendarsi gli occhi e sperare che non accada nulla, salvo poi demandare al magistrato la verifica dei "cattivi imprenditori"?

Esiste un giornalista da qualche parte che sia capace di non girare semplicemente nei cantieri a documentare i buchi non protetti e i parapetti smontati senza andare a fondo del perché succede questo? Una volta i giornalisti facevano "inchieste" (ancora oggi qualcuno lo fa in verità), adesso vanno di moda i "servizietti" di pochi minuti che a nulla servono se non a mantenere il popolo nell'ignoranza della verità e il legislatore salvo da ogni responsabilità (perché lui le leggi le ha fatte...).