21 giugno 2015

Tecnici comunali

Noi professionisti abbiamo un rapporto continuo con i tecnici comunali, ai quali presentiamo le nostre pratiche urbanistiche e con i quali spesso cerchiamo chiarimenti e dialogo.

Il rapporto a volte non è facile: ci sono varie categorie di tecnici, da quelli che si mostrano piuttosto seccati della tua semplice esistenza (e dietro si nascondono problematiche psicologiche su cui è meglio non indagare), con i quali non è mai un piacere avere a che fare e con cui si fa fatica a non entrare in conflitto, a quelli al contrario gentilissimi, con i quali si parla sempre volentieri perché sono improntati al "problem solving" (quando c'è un problema da risolvere naturalmente).

Negli anni sono rimasto colpito da un paio di frasi, molto divertenti se estrapolate dalla situazione, che io e miei colleghi abbiamo avuto più volte in risposta alle nostre domande.


La normativa italiana, e quella urbanistica di conseguenza, è molto ampia (credo che abbiamo un numero di leggi di gran lunga superiore a qualsiasi altro paese del mondo...) e si presta quindi in alcune circostanze a dover essere interpretata, cosa che spinge i nostri avvocati ad essere tra i primi al mondo... L'interpretazione naturalmente è spesso personale e può non essere univoca. Così, quando io o un mio collega, per non incorrere in errori, dobbiamo chiedere lumi a un tecnico comunale su qualche normativa urbanistica che crea più di un dubbio, una delle risposte che riceviamo con maggiore frequenza è:

"Si attenga alla normativa."

Questa risposta, che ovviamente non fuga nessuno dei dubbi che hanno causato la domanda, si presta anch'essa a varie interpretazioni:
interpretazione 1: "Fai come c..... ti pare, tanto il progetto non lo faccio passare lo stesso!"
interpretazione 2: "Fai come c..... ti pare, tanto il tuo progetto non lo guarda nessuno!"
interpretazione 3 (la più condivisa): "Non lo so e non mi interessa. Tanto tra un'ora stacco e me ne vado a casa".

Un'altra risposta, veramente splendida, che ci lascia sempre perplessi, quando si chiede quali potrebbero essere i tempi per avere il parere riferito ad una pratica, è questa:

"Tempi tecnici comunali."

Anche questa ovviamente non significa niente (non che sia colpa dei tecnici, intendiamoci, spesso neanche loro sono in grado di conoscere i tempi di risposta del comune). Fortunatamente ormai per molte pratiche i tempi di risposta sono dettati dalla normativa e se per quelle per cui vale il "silenzio-assenso" la questione si risolve, per le altre, soprattutto di competenza di qualche Soprintendenza, i tempi sono ancora follemente lunghi.

E così per fare una pratica possono passare mesi (vallo a spiegare ai clienti)!

In Cina in 15 giorni costruiscono un grattacielo....