La lavorazione del cotto fatto a mano

Oggi nelle ristrutturazioni si mettono in opera materiali e finiture moderne, attuali: dalle resine ai cementi o ai grés, oltre al legno, smalti e quant'altro. Personalmente evito come la peste cornicette alle pareti e ai soffitti o materiali finti o di un'altra epoca. Per non parlare degli spazi architettonici... ma questo è un altro discorso: oggi concentriamoci sui materiali.

Esiste sempre un'eccezione alla regola, e così dovendo ristrutturare un vecchio casale in Umbria mi sono ritrovato a confrontarmi, su esplicita richiesta del mio committente per la verità, con la realizzazione di un pavimento in cotto fatto a mano. Da principio ero piuttosto seccato di dover utilizzare un materiale così "vetusto" e lontano dai miei princìpi modernisti, ma quando sono andato alla fornace (la Fornace Bernasconi per l'esattezza, a Castel Viscardo vicino Orvieto) e ho visto la lavorazione sono rimasto affascinato dalla manualità, dalla bellezza e dal calore del materiale, cotto in un forno a legna antico che ho visto arrivare a 1.031 gradi(!). E poi la smaltatura, anche questa fatta secondo tradizione, con le polveri colorate che vengono letteralmente cotte sulle piastrelle, ottenendo effetti di colore e materici bellissimi.

Non rinnego le mie idee estremiste sull'architettura di interni, e non metterei mai in un
appartamento di città un pavimento in mattoni di cotto fatto a mano, ma in un casale di campagna in questo momento difficilmente vedo un materiale diverso.

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